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ll’interno delle innumerevoli e biografie ispirate alla vita dei manager che hanno fatto la storia, pochissimo spazio è dedicato alle umanità che albergavano dentro di loro, ma soprattutto alle persone che hanno reso possibile tanti successi: le loro compagne. Oggi voglio parlarvi del motore che muove i manager, soprattutto quando vengono paragonati a una “macchina perfetta”: efficiente, ambiziosa, ma spesso dimentica della propria umanità.Un dato statistico, asettico e preso per quello che è – solo un numero: l’85% dei top manager è stato divorziato almeno una volta.
Ancora un dato, questa volta più allarmante: un manager su quattro, negli USA, fa uso regolare di medicinali per aumentare le proprie performance o per incrementare la produttività intellettuale, sino ad arrivare alla cocaina.
Inoltre, poiché la domanda era sensibile e impegnativa, è probabile che una percentuale di intervistati sia stata reticente alla verità, comprimendo la rilevazione reale.
“Volete aver molti amici in aiuto? Cercate di non averne bisogno - Alessandro Manzoni
Gli stati d’animo
Sono tantissimi i sentimenti che assalgono un manager, specialmente quando arriva il momento di prendere una decisione importante.


È un modo per riportare a cose terrene manager vissuti dalla maggioranza come aquiloni nel libero cielo, oppure per riportare davvero in materialità quelle figure che si sentono propiziate dagli dei della ragione e del sommo intelletto.
Nel 2003 scrissi questi pensieri sulla mia agenda, in un momento di mio grande smarrimento. Li condivido perché penso che ben rappresentino un bisogno profondo di energia per andare avanti, nel business e nella vita personale:
IO ho Fede.
Speranza,
fiducia in Dio,
Cuore,
Anima nell’immenso.
Fede in ME,
Per la prima volta sento calore,
Dentro.
Voglio essere ciò che sono.
IO, solo IO.
La manager del manager
Basta poco per far compiere delle acrobazie alla propria immaginazione. Un po’ più complicato, però, è dare ragione a una persona che, con una frase saettata dritta al cuore, riesce a mettere a nudo le nostre convinzioni.
Una volta mi sentii apostrofare da un’attempata signora, durante una convention tra manager:
“Io comprendo benissimo quanto sia difficile essere un manager, ma lei non immagina quanto sia più difficile amare un manager.”
Un’espressione fatiscente, generica, resa obsoleta dai tempi, dove molto spesso i partner nella vita hanno traiettorie professionali parallele e distinte.
In verità, bisogna ammettere che il manager, spesso percepito come una macchina perfetta, oltre alla sua borsa professionale con le carte aziendali, porta a casa anche gli stress e le ansie delle sue giornate indaffarate, come se tra l’ufficio e la vita privata esistesse una nuvola impenetrabile di cose non dette – e spesso non volute.
Ma le compagne, quelle che davvero amano, sanno costruire un’antenna in grado di scaricare a terra le elettricità accumulate dal partner nel corso delle sue giornate uggiose.
La Signora aveva ragione.
E sarebbe cosa buona che tutti i manager ne prendessero coscienza, apportando – dove necessario – delle fattive azioni correttive.
Spesso, basta solo un fiore. Regalato con una frase delicata e intima.
Non è difficile.
Ci sono tre grandi amici: una vecchia moglie, un vecchio cane e soldi pronti. - Benjamin Franklin


