S
tabilito che le competenze per condurre un business sono tutte all’interno dell’Organizzazione, in determinate situazioni sono necessari i CONSULENTI. Coloro i quali sono in grado di fornire all’Impresa, o al proprio vertice aziendale, alcune competenze specialistiche che in Azienda non si sono ancora formate o che, essendo straordinarie, non rientrano nel campo di definizione del business.In linea generale, le competenze per condurre un business dovrebbero risiedere all’interno dell’organizzazione. Tuttavia, esistono situazioni in cui è strategico (e necessario) affidarsi a competenze esterne, specie quando si tratta di:
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Competenze specialistiche non ancora formate in azienda
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Know-how straordinario, fuori dal core business
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Scenari complessi e di cambiamento rapido, come quelli delle startup
I consulenti servono davvero in azienda? Pro e contro di competenze esterne


“Le Aziende esistono per dare un contributo alla Società.” (David Packard)
Il senso è chiaro; le competenze, e quindi le risposte sono tutte in Azienda. I Consulenti le rintracciano, le vendono come pareri e vanno via con l’esperienza acquisita.
L’approccio degli “esperti alternativi”
Nella mia esperienza, esiste una figura diversa e più utile del consulente tradizionale. Mi piace chiamarli “esperti alternativi”.
Chi sono?
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Non forniscono soluzioni già pronte
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Offrono strumenti concreti per comprendere i problemi complessi
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Rafforzano la cultura aziendale e le capacità interne
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Trasmettono metodologie di pensiero e approccio manageriale
Una Azienda, una cultura” (Procter & Gamble)
Questo tipo di Esperti penso siano indispensabili per la conduzione dell’Impresa moderna, ma in particolar modo per le Startup. Spesso sono Manager già usciti dal circuito che possono offrire la loro esperienza in scenari certamente mutati, ma con basi di riflessione e giudizio sempre validi e conseguenziali.
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