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uando ho sentito nominare per la prima volta l’appellativo di SUPER-FACILITATORE, ho pensato subito all’ultima fantasiosa idea di qualche guru in cerca del suo nuovo spazio per promuovere il suo ultimo libro. In realtà, guardando alla leadership autentica, ciascuno di noi ha incontrato queste persone con il talento di riunire singoli membri di un gruppo, combinando i punti di forza unici di ciascuno per favorire la crescita personale e realizzare prestazioni ottimali a vantaggio del team.Ciò che serve maggiormente è un uomo che ci costringa a fare quello che sappiamo fare. - Ralph Walde Emerson
Cos’è l’Intelligenza Collettiva?

I super-facilitatori integrano competenze diverse, promuovono contributi e sanno coltivare la fiducia tra i membri dei team. In altre parole, riescono a generare l’INTELLIGENZA COLLETTIVA: ovvero la capacità per un gruppo di persone di risolvere insieme dei problemi, spesso impossibili da affrontare con un’intelligenza unica. Quindi, oggi nelle università più evolute si stanno studiando attivamente le interrelazioni tra questi tre parametri fondamentali: il super-facilitatore, l’intelligenza collettiva e la performance dei team.
I tre pilastri del Manager facilitatore
La chiave di volta dei manager facilitatori è la sintonizzazione: nel senso dell’utilizzo della sensibilità e dell’empatia per promuovere le prestazioni dei team. Un secondo aspetto fondamentale è la comunicazione, che passa attraverso il mentoring dei colleghi di squadra più giovani, dando l’espressione concreta di fiducia nelle loro capacità. Un ultimo aspetto discriminante, stavolta intuitivo, è la distribuzione: è ovvio, infatti, che tutti i componenti di un team devono essere coinvolti nel processo di creazione dell’intelligenza collettiva, al fine di assicurare la certezza che il contributo al risultato sia unanime.
I talenti non sono così diversi; la differenza è nell’applicazione e nel carattere. - Theodor Fontane
Super-facilitatori si nasce o si diventa?
Fortunatamente, la super-facilitazione non è solo un tratto caratteriale. È certamente un’abilità congenita, ma può essere anche affinata. Quindi si possono apprendere le tecniche su come emulare principi, oppure sviluppare tattiche su come imparare a sfruttare i punti di forza delle persone. Allo stesso modo, si possono affinare le soluzioni per comunicare la propria fiducia negli altri e quindi a spingerli a entrare con sempre maggiore attivismo nel cuore delle discussioni che conducono alle decisioni.
In sintesi, entrando dentro queste pratiche e trasformando il gruppo in un vero think tank, chiunque può sfruttare il potere dei punti di forza individuali e del mentoring per dare vita a una leadership umanistica capace di creare un team altamente performante.
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