I
n molti si definiscono manager. Penso si tratti dell’appellativo più gratificante che un dirigente d’azienda possa sentirsi dire. L’idea stessa di “gestire” qualcosa o qualcuno rende le coscienze più disposte alla benevolenza verso sé stesse, fino all’auto-referenzialità.In realtà, il concetto di gestione rappresenta solo un lato parziale della struttura professionale di un manager. Gli aspetti più salienti sono piuttosto collegati alla visione di un manager, alla capacità cioè di immaginare, anticipare e guidare il cambiamento.
“Una vita senza visioni porta al disorientamento. Una vita senza senso è insensata.
(Cay von Fourmier)
La visione dell’imprenditore


L’esempio che tengo sempre a mente è quello del signor Bata, creatore della più grande rete di vendita di scarpe del pianeta. Un giorno convocò tutto il suo management; salì sul palchetto degli oratori e disse:
“Dobbiamo mettere le scarpe agli africani.”
Poi scese dal palco e se ne andò.
Lasciò al management il compito di decidere dove vendere le scarpe, a quali africani, di che sesso ed età, in quali canali distributivi, con quali modelli e misure, dove produrre e come organizzare la logistica. Anche la comunicazione, il personale e tutte le problematiche che un tale progetto comportava, peraltro partendo da zero.
Questo è un progetto lunghissimo, nato da una visione imprenditoriale. Sarebbe più opportuno chiamarla missione, ma in realtà la differenza è solo semantica.
“Come capo, bisogna produrre le visioni.
(Carlos Ghosn)
La visione del manager
Al contrario, un bravo manager è colui che sa vedere il quadro d’insieme del contesto in cui è chiamato a operare. Non è importante che lo scenario sia l’impresa nel suo complesso: può trattarsi anche di un singolo settore, come la logistica, la produzione, il commerciale o l’R&D.
Chi invece si concentra sul tunnel che ha di fronte, con l’unica speranza di intravedere una luce in lontananza, è destinato a essere sopraffatto. Nella maggior parte dei casi, quel manager rimane senza risposte, perché la ricerca delle soluzioni non appartiene agli spazi stretti.
In molti casi le differenze sembrano impercettibili, ma in realtà non lo sono. La percezione dei segnali deboli e delle giuste prospettive può fare la differenza.
L’intuito, la distanza e la capacità di visione a largo raggio sono elementi indefiniti ma di enorme significato e valore per un manager che aspira a essere davvero vincente.
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