Il bisogno di avere ragione: la sfida di oggi tra dialogo e supremazia

PIN Due pugili sul ring rappresentano la sfida interiore tra il bisogno di difendersi e il desiderio di avere sempre ragione: un’immagine simbolica che racconta la forza, il conflitto e la ricerca di equilibrio.

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iviamo in un’epoca nella quale sembra troppo importante, quasi un bisogno, l’avere ragione. Su tutto: nella vita personale, in famiglia, nello sport, nella politica e, inevitabilmente, nel mondo del lavoro.
Si riflette spesso sulle cause che hanno determinato questo bisogno di supremazia, che ormai invade l’individualismo più sfrenato. Sembra che il confronto e lo scambio paritetico delle idee stiano progressivamente diventando un’utopia, lasciata ai pochi che ancora credono in un’umanità capace di crescere insieme.

Mentre gli antichi classici – Seneca, Socrate, Platone, Aristotele e Cicerone – erano convinti che il “non sapere” fosse quasi una virtù, oggi sembra indispensabile avere ragione, anche quando la causa è fragile e non il risultato di un metodo di confronto. È necessario sovrastare, imporre la propria personalità e il proprio stile di pensiero, anche quando l’oggetto appare dubbio e la fonte opinabile.

“Non hai ragione perché gli altri concordano con te, ma perché i fatti ti danno ragione - Warren Buffett


L’avere ragione: il metodo degli avvocati

Socrate
Socrate
Frame dalla serie TV “Suits” © Universal Content Productions / NBCUniversal
Frame dalla serie TV “Suits” © Universal Content Productions / NBCUniversal

Ecco spiegato perché la ragione è diventata un’arte di studio che ha prodotto teorie, modelli e formule applicative.
Una delle più utilizzate è quella denominata “degli Avvocati” e consiste in alcune azioni ben strutturate. La regola si fonda sul principio di creare un “Campo Affermativo”: dire in sequenza cinque cose banali ma vere, inopinabili, che nessuno potrebbe smentire. Una volta creato questo consenso liquido, si può introdurre il concetto chiave che si vuole far condividere come vero.

In altre parole, la tecnica si basa sull’idea che, visto che le prime affermazioni sono corrette, allora anche la successiva lo debba essere per forza.
Naturalmente dipende dai contesti e dagli interlocutori, ma questa tecnica ha un suo perché in termini di applicabilità. Oltre a ricercare cavilli, stravolgere prospettive, enfatizzare alcuni dettagli e ignorarne altri, il Campo Affermativo rappresenta una soluzione largamente utilizzata.

“Se raccontiamo la verità, possiamo essere certi che prima o poi ci scopriranno - Oscar Wilde


Il bisogno di avere ragione: la difesa diventa offesa

Per ottenere la ragione si è spesso disposti ad applicare qualche trucco. Uno dei più frequenti, soprattutto quando si sa di essere nel torto, è quello di attaccare le affermazioni dell’altro invece di difendersi.

“Non cercare la verità nelle parole, ma negli occhi”

Basta intercettare una frase nell’argomentazione dell’accusa e, distorcendola, usarla contro l’interlocutore. Questo permette di metterlo sulla difensiva o di cambiare il terreno di scontro, portandolo su piani più favorevoli.
La proposizione più tipica è: “…allora tu stai dicendo che…”, per poi rigirare la frase in modo utile al contrattacco.

Questa tecnica funziona, pur essendo al limite della buona fede e della correttezza. Ma, ormai, avere ragione o uscire indenni dal torto è diventata, come vi ho detto un bisogno, la missione principale di un dialogo che spesso si trasforma in un confronto tra sordi e muti.

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