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n segno inconfondibile dei nostri tempi è il linguaggio. È cambiato il modo di comunicare, di esprimere sentimenti ed emozioni, ma anche di nominare la tecnologia e le professioni. Molte volte questi cambiamenti sono solo verbali, come dice il detto popolare “Se non è zuppa è pan bagnato”, per rappresentare mutamenti di significato non decisivi. Vorrei far notare che la parola fatica è praticamente scomparsa, nell’ambiente di lavoro, dal vocabolario dei nostri tempi moderni, oggi la si è rimpiazzata con la parola “stress”.La vita può essere compresa solo con lo sguardo rivolto indietro, ma vissuta con lo sguardo in avanti -Soren Kierkegaard
Il significato della fatica nei tempi moderni


Fatica. Quella parola, tanto cara alle generazioni che ci hanno preceduto, era il simbolo stesso del lavoro, dello sforzo fisico, dell’impegno verso un obiettivo, spesso semplice ma reale e soprattutto duraturo. Eppure, il binomio tra fatica e lavoro appare inscindibile. Tutti coloro che lavorano fanno fatica, sia che si tratti di lavoro intellettuale, artigianale o fisico.
Fatica era il tratto genetico dei nostri genitori, delle loro prime lotte sindacali, del lavoro nei campi o nelle fabbriche. Fatica era anche il mezzo per giungere alla realizzazione delle speranze, dei sogni di una generazione che voleva migliorarsi, per sé stessa e per i propri figli.
Noi diventiamo saggi ricordando il passato, ma assumendoci le responsabilità per il futuro - George Bernhard Shaw
Fatica o stress? Una trasformazione culturale
Oggi il rimpiazzo del concetto di fatica è lo stress.
“Il passato non passa” - Anke Maggauer Kirsche
Quindi, i due termini non coincidono. È un frutto della “catena di montaggio”? Una semplice deriva dei tempi? Oppure il risultato del cambio di paradigma lavorativo, dal fisico all’intellettuale?
Stress e valori nei tempi moderni
Sta di fatto che la fatica è sparita, mentre lo stress dilaga: tra giovani e anziani, uomini e donne, da Nord a Sud.
Io ho soltanto il dubbio che tanti significati correlati abbiano subito un nichilismo verbale che non solo esprime un’idea diversa del lavoro, ma anche dei valori e delle prospettive umane. Un cambiamento che tocca sentimenti, aspirazioni e obiettivi delle persone.
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