Le tre regole d’oro della leadership: equilibrio, decisione e consapevolezza

PIN Niki de Saint Phalle, Le Tre Grazie, esposte all'aperto difronte ad un palazzo direzionale come regole d'oro della leadership.

I

n molti articoli del mio blog ho spesso accennato alle regole a cui un leader dovrebbe attenersi. È naturale che debbano esistere condizioni e principi entro cui far confluire la creatività, per gestire correttamente una qualunque organizzazione umana, specialmente se finalizzata al profitto.
Nei tempi moderni, queste regole sono essenziali per affrontare la fatica e lo stress tipici dei ruoli di responsabilità.
È altrettanto vero che le note interpretative delle regole non sono mai scritte: al massimo sono consigliate nei manuali di management o riflesse nei casi di studio, ma non sono mai codificate in modo ferreo o algoritmico.
Il motivo è semplice: la personalità dell’uomo fa la differenza. Nulla sarà mai uguale a sé stesso. Oggi vi parlo delle tre regole d’oro nella leadership moderna.

“Un comitato dovrebbe essere composto da tre persone. Due delle quali sono assenti.”
Sir Beerbohm Tree


Le tre regole d’oro

Mani intrecciate in segno di fiducia
Mani intrecciate in segno di fiducia
Equilibrio nelle decisioni
Equilibrio nelle decisioni
Accettato che la differenza nell’applicazione delle regole derivi dalle personalità dei leader, possiamo individuare tre regole d’oro della leadership, comuni a tutti:

1. Non fare promesse quando si è felici.
L’ottimismo, la visione positiva del futuro o il semplice sollievo dalle preoccupazioni possono indurre a fare promesse affrettate, confidando che l’attuale stato di benessere possa durare nel tempo.

2. Non rispondere quando si è arrabbiati.
La voglia di scaricare l’amarezza o la delusione su qualcuno — spesso innocente — è forte nei momenti di stress. È fondamentale distinguere le difficoltà professionali da quelle personali. Il “portarsi il lavoro a casa” (e viceversa) è uno dei grandi problemi dei manager, che spesso si traduce in stress e tensione.

3. Non decidere quando si è tristi.
È l’opposto della prima regola. La malinconia e la visione pessimistica del futuro non aiutano nelle decisioni importanti: la lucidità è il primo requisito per la leadership.

“Non è difficile prendere decisioni, se conosci i tuoi valori.”
Roy Edward Disney


Il peso dell’equilibrio nelle decisioni

Tentando di dare una visione complessiva, appare evidente che lo spessore, il momento e il sentimento di una decisione restino fortemente ancorati ai principi di equilibrio.
Una decisione è corretta se presa con consapevolezza, nei limiti delle proprie deleghe e con un bilanciamento emotivo tale da non distorcere tempi e contorni della scelta.

Non è sbagliato porsi la domanda:
👉 “Sono nella condizione ottimale per decidere?”
👉 “È il momento giusto per decidere?”

Se la risposta è sì, un respiro profondo… e via.

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